Posted on 19 May 2012 | 7:15 pm
Euro 28 a persona
(per i bambini fino a 3 anni il pranzo è gratuito, fino a 10 é al 50%)
Per informazioni e prenotazioni:
Il Colognolo cucina e vini
Via del Palagio 38 Colognole Pontassieve tel. 055 8319734 349 8450113 ristorante@colognole.it
Posted on 12 May 2012 | 1:54 pm
Ritorna l’appuntamento annuale con la mostra mercato dei profumi e dei prodotti di erboristeria allestita nel giardino di Boboli a Firenze. Saranno presenti 20 espositori tra profumieri, erboristi, rivenditori di thè, tisane e spezie. Sono previsti anche eventi collaterali tra i quali una mostra pittorica di Silvia Serafini ela presentazione del nuovo libro di Francesca Bani, giornalista del Senato della Repubblica.
Posted on 11 May 2012 | 3:42 pm
Domenica 27 Maggio l’Azienda Agricola Colognole parteciperà a Cantine Aperte, l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino che richiama ogni anno milioni di “enoturisti” in tutta Italia.
Quest’anno, in occasione di Cantine Aperte, l’azienda festeggerà anche 100 anni di attività. Fu proprio nel 1912 che i Conti Spalletti, proprietari dell’azienda dal 1895, decisero di dare l’attuale indirizzo produttivo dell’azienda piantando le prime viti ed i primi olivi. Nella giornata di Cantine Aperte ripercorreremo quindi insieme tutta la storia della famiglia Spalletti con degustazioni di annate recenti e di vendemmie storiche.
Dalle 10,00 alle 19,00 apriremo le porte ai visitatori che potranno “curiosare” nella cantina, passeggiare tra i vigneti e gli oliveti oltre a degustare i vini, gli Oli Extravergine e gli altri prodotti aziendali.
La Contessa Spalletti, assieme ai figli, sarà presente durante la giornata di Cantine Aperte per rispondere alle domande degli “amanti del vino” e cercare di trasmettere la passione che da 120 anni anima la loro attività di viticultori nel Chianti Rufina.
Quest’anno Cantine Aperte ha come tema principale “ Vedi cosa bevi”. Abbiamo perciò pensato di proporre, soprattutto ai visitatori che vengono da lontano, un week-end che possa diventare un’ occasione per scoprire tutto il lavoro che sta dietro a una bottiglia di vino . Nel pacchetto sono infatti previste visite dell’azienda con degustazioni guidate dei nostri prodotti (comprese annate storiche), trekking alla scoperta dei vigneti ed una Cena con il Vignaiolo durante la quale il proprietario presenterà i prodotti dell’azienda.
Ecco in sintesi le nostre offerte:
VIN-LOTTERIA :
nella giornata di Cantine Aperte, per ogni acquisto di prodotti presso il nostro Punto Vendita aziendale pari a 30 euro verrà rilasciato un coupon numerato che darà diritto all’estrazione di alcuni premi messi in palio dall’azienda:
1° PREMIO : soggiorno di 2 notti per 2 persone nel nostro B&B nel periodo tra il 1° settembre e il 21 dicembre 2012 (colazione inclusa), previa prenotazione.
2° PREMIO: cena à la carte per 2 persone da usufruire nel nostro ristorante entro il 21 dicembre 2012
3° PREMIO: 6 bottiglie di Chianti Rufina 2007
risultati del sorteggio, che avverrà alla presenza di un funzionario comunale, saranno pubblicati sul nostro sito nella sezione “Eventi” il giorno successivo o vi verranno inviati via e-mail nel caso ci vogliate lasciare il vostro indirizzo web.
SPECIALE WEEK-END CANTINE APERTE:
Un soggiorno alla scoperta del mondo del vino con passeggiate, degustazioni ed una “Cena con il Vignaiolo” .
L’offerta è consultabile nella sezione “ Offerte Speciali” del nostro sito: http://www.colognole.it/site/index.php/2012/05/speciale-week-end-cantine-aperte-20-anni-di-cantine-aperte-100-anni-di-viticoltura-a-colognole/
SPECIALE MENU CANTINE APERTE AL NOSTRO RISTORANTE IL COLOGNOLO
In occasione della giornata di Cantine Aperte lo chef del nostro ristorante, Alberto, ha predisposto un menu a base di Chianti Rufina Docg ed Olio Extravergine di oliva dell’Azienda Agricola Colognole.
Posted on 9 May 2012 | 7:31 pm
2 NOTTI A 95,00* €
1 NOTTE A 65.00* €
*note:
- I prezzi si intendono a persona in camera doppia (tassa di soggiorno esclusa: 1,00 euro a persona a notte, sono esclusi i minori di 17 anni)
- bambini 0-3 anni gratis
- bambini 3-10 40% sconto
Posted on 9 May 2012 | 6:42 pm
Venerdi 18 Maggio 2012
Menu
Euro 25,00 a persona
Per prenotazioni: Il Colognolo Via Palagio 38 Loc. Colognole Pontassieve (FI)
Tel. 055 8319734 Cell. 349 8450113 ristorante@colognole.it www.colognole.it
Posted on 8 May 2012 | 6:28 pm
Posted on 28 April 2012 | 7:15 pm
Sformatino di finocchio con vellutata al formaggio
e finocchietto selvatico
Quattro Chiacchiere Igt Toscana 2003 Azienda Agricola Colognole
Ravioli di ortica con burro fuso e semi di papavero
Chianti Rufina Docg 2005 Azienda Agricola Colognole
Fagiano al forno con salsa di sottobosco
Sformatino di polenta e insalatina di campo
Chianti Rufina Docg 2007 Azienda Agricola Colognole
Crostata con marmellata di castagne di Colognole
Vin Santo del Chianti Rufina
Euro 25,00 a persona
( per i bambini fino a 3 anni il pranzo è gratuito, fino a 10 anni è al 50%)
Per prenotazioni 055 8319734
Posted on 28 April 2012 | 1:37 pm
Posted on 27 April 2012 | 4:57 pm
Posted on 25 April 2012 | 1:41 pm
Già al tempo degli egizi e degli antichi romani il carciofo era considerato un cibo pregiato, per poi divenire nel Rinascimento addirittura cibo per aristocratici.
Caterina de’ Medici, infatti ne introdusse la coltivazione alla corte francese di Luigi XIV°, tanto lo amava.
Solo nella prima metà dell’800, il carciofo è diffuso e apprezzato anche tra i ceti popolari.
Il nostro conterraneo Pellegrino Artusi (1820/1911) – nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, “racconta” molte ricette in cui il carciofo è il protagonista assoluto. Rimangono nella nostra tradizione le sue ricette di carciofi fritti, ripieni all’Artusi, con la mentuccia, nel pasticcio con i piselli, nelle omelette, in salsa e ripieni di carne.
Nel Menu proposto dallo chef Alberto Busetto al Ristorante il Colognolo lo troviamo nel Carpaccio di capocollo con morellini e scagliette di grana , nel risotto ai carciofi e negli Straccetti di pollo ai carciofi, che uniti ai vini e al Chianti Rufina dell’Azienda Agricola Colognole fanno di questi piatti, …cibo da re!
Posted on 24 April 2012 | 4:40 pm
La Fiera di Maggio a Dicomano è l’annuale appuntamento che ha per protagonista la zootecnia che in Mugello ed in Valdisieve rappresenta ancora oggi una fetta importante della produzione agricola. Nell’area degli impianti sportivi saranno presenti stand espositivi ed una mostra zootecnica. Nel centro del paese sarà allestita una mostra-mercato dell’artigianato ed antiquariato ed una mostra dei fiori. Non mancheranno gli stand gastronomici con prodotti tipici, spettacoli equestri ed intrattenimento per bambini.
Posted on 18 April 2012 | 2:16 pm
Come di consuetudine festeggeremo l’inizio della nuova stagione con la Festa di Primavera, per incontrare vecchi e nuovi amici. Siete invitati dunque Domenica 22 Aprile alle ore 16,30 alla Merenda accompagnata dal vino dell’Azienda e da tanta musica. Se volete visitare la nostra Azienda, conoscere il Colognolo o semplicemente rilassarvi all’aria aperta, siete i benvenuti.
Info: Andrea 0558319734, cel. 349 8450113
Info visite e degustazioni: Federica cel 333 6672349
Posted on 13 April 2012 | 5:36 pm
Posted on 29 March 2012 | 5:32 pm
Menu di Pasqua e Pasquetta 2012
Montecarlo Bianco Doc 2010 Tenuta del Buonamico
Antipasto del Colognolo
Strudel di verdure con fonduta di pecorino
Chianti Rufina Docg 2007 Azienda Agricola Colognole
Risotto al gorgonzola e mela verde
Crespelle ai carciofi
Chianti Rufina Docg 2007 Azienda Agricola Colognole
Coscio di agnello al forno con patate arrosto
Lonza di maiale ripiena di carciofi e taleggio con contorno di piselli
Vin Santo 1993 Azienda Agricola Colognole
Colomba con salsa di mascarpone e whisky
Ganascia al cioccolato
35,00 euro a persona
( per i bambini fino a 3 anni il pranzo è gratuito, fino a 10 anni è al 50%)
Per prenotazioni: Via Palagio 38 Loc. Colognole 50068 Rufina (FI)
Tel. 055 8319734 Cell. 349 8450113 ristorante@colognole.it www.colognole.it
Posted on 29 March 2012 | 5:26 pm
Menu di Pasqua e Pasquetta 2012
Chianti Rufina Docg 2007 Azienda Agricola Colognole
Antipasto del Colognolo
Strudel di verdure con fonduta di pecorino
Chardonnay 2011 Azienda Agricola Colognole
Risotto al gorgonzola e mela verde
Crespelle ai carciofi
Chianti Rufina Docg 2007 Azienda Agricola Colognole
Coscio di agnello al forno con patate arrosto
Lonza di maiale ripiena di carciofi e taleggio con contorno di piselli
Vin Santo 1993 Azienda Agricola Colognole
Colomba con salsa di mascarpone e whisky
Ganascia al cioccolato
35,00 euro a persona
( per i bambini fino a 3 anni il pranzo è gratuito, fino a 10 anni è al 50%)
Per prenotazioni: Via Palagio 38 Loc. Colognole 50068 Rufina (FI)
Tel. 055 8319734 Cell. 349 8450113 ristorante@colognole.it www.colognole.it
Posted on 22 March 2012 | 5:52 pm
Dopo la chiusura invernale il Ristorante il Colognolo riapre la sua cucina con lo chef Alberto Busetto e Andrea Lucchesi. Piatti tradizionali, rivisitazioni di ricette tipiche della nostra cucina fiorentina saranno le proposte dei menù nati dall’attenzione per la qualità e la stagionalità dei prodotti. Un ricco calendario di eventi enogastronomici inoltre accompagnerà questa prossima stagione di pranzi a tema e coinvolgenti serate.
Orari del Ristorante
24 Marzo – 30 Aprile:
giovedì, venerdi, sabato: aperto per pranzo e cena
domenica: aperto solo per pranzo
( apertura anche su richiesta)
Dal 1 Maggio al 30 Settembre:
aperto tutti i giorni a pranzo e cena
Per la giornata di riapertura,sabato 24 marzo, siamo spiacenti di comunicare che solo per il pranzo il locale è già completamente prenotato
Posted on 14 December 2011 | 4:51 pm
MENU
SALMONE AFFUMICATO CON PANNA ACIDA E PAN TOSTATO
TERRINA DI FAGIANO
Vermentino Igt Toscana 2010 Magnum – Tenuta del Buonamico
ZUPPETTA DI CALAMARI E GAMBERONI
CRESPELLE AGLI SPINACI E UVETTA IN SALSA DI NOCI
Chianti Rufina Docg 2007 Magnum – Azienda Agricola Colognole
FILETTO DI BRANZINO IN CROSTA DI PATATE CON PURE’ DI ZUCCHINI
Sorbetto al limone
CARRE’ DI MAIALE ALLO CHAMPAGNE CON PATATE DUCHESSE
Riserva del Don Chianti Rufina Docg 2007 Magnum – Azienda Agricola Colognole
GANASCIA CON SCORZETTE DI ARANCIA
BRINDISI DI MEZZANOTTE
Banfi Brut Magnum metodo classico e uva!
…e dopo la mezzanotte, assaggio di cotechino con lenticchie!!
€ 60,00 a persona
( per i bambini fino a 3 anni il pranzo è gratuito, fino a 10 anni è al 50%)
Per i clienti che pernottano nel nostro agriturismo 10% di sconto
Per prenotazioni: Via Palagio 38 Loc. Colognole 50068 Rufina (FI)
Tel. 055 8319734 Cell. 349 8450113 ristorante@colognole.it
Posted on 3 December 2011 | 1:56 pm
MENU PER IL PRANZO DI NATALE
GALANTINA DI POLLO
CROSTINI DI FEGATINI DI POLLO
Montecarlo Bianco Doc 2010 – Tenuta del Buonamico
CAPPELLETTI IN BRODO
TORTELLONI RICOTTA E SPINACI CON SALSA DI GORGONZOLA E NOCI
Chianti Rufina Docg 2007 – Azienda Agricola Colognole
CAPPONE CON LA MAIONESE
CINGHIALE IN DOLCEFORTE
SFORMATO DI SPINACI
Le Lastre Igt Toscana 2009 – Azienda Agricola Colognole
PANETTONE DI NATALE CON CREMA CHANTILLY
FRUTTA SECCA
Vino di uve passite – Azienda Agricola Selvapiana
€ 45,00 a persona
( per i bambini fino a 3 anni il pranzo è gratuito, fino a 10 anni è al 50%)
per gli ospiti dell’agriturismo 10% di sconto
Per prenotazioni Via Palagio 38 Loc. Colognole 50068 Rufina (FI)
Tel. 055 8319734 Cell. 349 8450113ristorante@colognole.it www.colognole.it
Posted on 3 December 2011 | 1:06 pm
L’ Igt Toscana Le Lastre 2009 è un blend di Sangiovese, Syrah e Merlot ed ha quindi uno stile piuttosto diverso rispetto ai prodotti tradizionali dell’azienda, il Chianti Rufina annata e Riserva che sono prodotti con Sangiovese e Colorino. La scelta di piantare dei vitigni internazionali in azienda in questi ultimi anni è dovuta principalmente al desiderio di dimostrare la “vocazionalità” del territorio della Rufina di produrre grandi vini utilizzando anche vitigni diversi dal classico Sangiovese.
Posted on 27 November 2011 | 4:08 pm
Dal 3 ottobre al 15 aprile 2012 con un biglietto unico sarà possibile effettuare un percorso che si snoda tra i musei “minori” di Firenze ed include tra gli altri Palazzo Medici Riccardi, il Museo Bardini, il Museo Horne, lo Stibbert ed il Museo Palazzo Davanzati. Oltre a visitare gli stessi musei il visitatore avrà la possibilità di accedere ad alcune mostre appositamente create per l’occasione: il museo Stibbert ospita una mostra di maioliche Ginori e Cantagalli, al Museo Horne sarà possibile vedere una raccolta di disegni di grandi pittori come Raffaello e Constable mentre a Palazzo Davanzati è presente una raccolta di foto che ne documenta gli arredi originali che furono venduti durante la prima guerra mondiale.
La Toscana è famosa in tutto il mondo anche per l'enogastronomia. Una cucina fatta di ingredienti semplici e di sapori genuini, che annovera alcuni piatti comuni alle diverse realtà della regione ed altri tipici di alcune zone. Il suo plusvalore è dato dalla qualità delle materie prime e dalla grande cura nel trattarle. Fare un elenco dei prodotti tipici della Toscana è difficile perché la lista sarebbe davvero lunghissima ed ogni provincia vanta particolarità o varianti. Esistono comunque una serie di prodotti molto conosciuti anche al di fuori dei confini regionali.
Gli antipasti toscani sono contraddistinti da sapori semplici. Celebri sono il prosciutto toscano, rigorosamente tagliato a mano, il salame ed il lardo di Colonnata, piccolo paese delle Alpi Apuane. Di accompagnamento vengono serviti i famosi crostini, a base di funghi, acciughe o fegatini. Tipico piatto estivo è la panzanella, ottenuta con il pane bagnato e condito con olio, cipolle e pomodoro.
Anche nei primi piatti della Toscana il pane la fa da padrone, come nella pappa al pomodoro, nell’acquacotta e nella ribollita, una zuppa di fagioli e cavolo nero. La pasta all’uovo ha invece la forma delle pappardelle, condite con ragù di lepre o cinghiale, e dei tordelli, ravioli a mezzaluna ripieni di salsiccia, erbette e pecorino. Nelle zone costiere il pesce è variamente utilizzato. Celebre è il cacciucco alla livornese, una saporita zuppa di pesce servita su fette di pane abbrustolito e agliato.
Pensando ai secondi piatti della Toscana viene subito alla mente la bistecca alla fiorentina, vero orgoglio della città. A dominare la scena sono, più in generale, arrosti sulla brace e allo spiedo, insaporiti con erbe e spezie che cambiano di provincia in provincia. Molto apprezzati sono i saporitissimi spiedini, dove piccoli pezzi di carne sono inframmezzati da foglie di salvia, fegatelli e salsiccia.
Per concludere in bellezza i dolci della tradizione toscana. Ambasciatori del mangiar bene sono i classici cantucci, da intingere nel Vin Santo. In alternativa i biscottini di Prato, il panforte di Siena o il buccellato di Lucca. Una visita nel circondario servirebbe per elogiare i vini, celebri in tutto il mondo, che accompagnano in maniera superba tutti i prodotti tipici della Toscana.
La Toscana è il paese di bengodi per il turista enogastronomico. Il patrimonio enologico, di assoluta eccellenza, vede il 50% della produzione riservato solo a vini di qualità, di cui 6 DOCG e 35 DOC: i SuperTuscans hanno contribuito fortemente all'affermazione dell'enologia italiana all'estero come enologia di qualità. La tradizione culinaria toscana riflette la propria origine contadina e semplice: è una gastronomia che esalta la bontà delle genuine materie prime che la compongono e già i nomi di acquacotta e ribollita rimandano ad una società rurale che fa di necessità virtù. La particolarità è, quindi, soprattutto negli ingredienti utilizzati, nei salumi, nei formaggi, e nelle specie vegetali, propria della regione.
L'acquacotta è la zuppa dei prodotti dell'orto e del pollaio; la ribollita, invece, si compone essenzialmente di cavolo nero, fagioli e pane: veniva spesso ribollita e mangiata nei giorni seguenti alla sua preparazione. Con il cavolo nero si preparano le celebri farinate, minestre condensate con una manciata di farina. L'utilizzo di pane raffermo per dare nerbo alle zuppe è un'altra costante delle tradizioni povere; esso è alla base sia della pappa al pomodoro, con sugo a base di aglio, prezzemolo e basilico, che della panzanella, dove il farinaceo si sposa all'insalata con cipolla e sedano. Il pane toscano, senza sale, è famosissimo, croccante e gustoso. La tradizione della bruschetta (fettunta) è, in questa regione, particolarmente ispirata. Si condisce il pane semplicemente con il buon olio toscano o si utilizzano paste di acciughe, di fegatini o di olive. La garmugia è una zuppa a base di fave, carciofi e piselli. La zuppa lombarda è l'originale ricetta toscana della zuppa di fagioli, che veniva offerta ai maestri comacini e alle altre maestranze lombarde al lavoro in Toscana. I benemeriti fagioli all'uccelletto vengono, invece, soffritti con pomodoro e salvia. La minestra della sciorna prevede fagioli, farina e lardo.
Fra le paste tradizionali, i pici, sono grossi e conditi con l'anatra o le briciole, molliche di pane fritte e cosparse di peperoncino. Gli strozzapreti, tipici dell'aretino e del senese, che già nel nome riecheggiano il noto anticlericalismo toscano, e le pappardelle, vengono spesso conditi con i sughi di bosco: lepre, cinghiale, paperi e/o funghi. Nella Lunigiana sono da provare i testaroli al pesto. A Pisa si cucina un pesto di sedano, pinoli e miele col quale si condiscono gli stracci
Fra i secondi, la selvaggina e la cacciagione hanno un posto d'onore: il cinghiale si brasa nel vino e si accompagna ai funghi e alla polenta; la scottiglia di cinghiale è una leccornia della Maremma; tradizionale è l'anatra ai semi di finocchi con la pancetta; strepitoso il fagiano tartufato; il cibreo di rigaglie è un'originale preparazione di fegatini e creste di pollo. Del pollo si mangia il collo imbottito di pane, aromi e fegatini. A Prato si preparano i sedani imbottiti di trita di vitello, mortadella e uova. Strepitoso è il buglione: si bolle lungamente l'agnello precedentemente marinato anche col vino, in un sugo con vino, pomodoro e brodo. Lo stracotto con gli spinaci è un gran bollito di vitello e muscolo di vitellone in un battuto con le interiora del pollo. Etnologicamente interessante, ma non consigliato a tutti, è il sangue di maiale, una interessantissima ricetta dove si fa andare in padella il sangue col lardo e vi si aggiunge uova, uvetta, arancio, formaggio e pangrattato.
La bistecca fiorentina, è la bistecca italiana par excellence, preparata con la carne chianina. In realtà è una scoperta degli inglesi in soggiorno in Toscana. La stessa parola bistecca è l'italianizzazione di beef steak!
Anche il mare offre notevoli preparazioni. Il caciucco alla livornese è uno dei più pregiati e ricchi fumetti della gastronomia italiana. Livorno colle sue triglie alla livornese assesta un altro colpo nella gastronomia nazionale. Lo scaveccio è un gustoso piatto toscano di anguille, con rosmarino e peperoncino.
Amanti dei dolci... non perdete i brigidini, soffici ostie con l'anice, il panforte, con mandorle, miele, cannella e chiodi di garofano, i cantucci secchi da inzuppare nel vin santo, la torta di riso e la torta cybea di Massa.
Anima della gastronomia toscana sono i prodotti tipici e le materie prime, giacché la Toscana ha saputo proteggere e celebrare la biodiversità. Celeberrimi sono il prosciutto e la salsiccia di cinghiale, l'arista salata, il buristo, a base di testa e cotenna di maiale lessate e pressate, il pecorino delle creste senesi, asciutto ed intenso, e quello di Pienza, morbido perché coperto con morchia d'olio, il Marzolino ovino del Chianti, più dolce e profumato, l'aromatico lardo di Colonnata, la Finocchiona, salame di suino aromatizzato col finocchio ed il vino, il tartufo bianco della Val Tiberina e di San Miniato, i pinoli del Parco di Migliarino, la zucchina mora pisana, l'agnello di Zeri, i fagioli zolfini del Pratomagno, il gallo del Valdarno, la vacca chianina, il porcino e il farro della Garfagnana, la pattona (polenta dolce con farina di castagne) ed una serie strepitosa di olii di qualità, dalle spiccate e diverse caratteristiche di gusto ed olfattive, a seconda che si tratti di Colli senesi Colli pisani, Colli aretini olio della Lucchesia o della Lunigiana.
I grandi rossi toscani hanno fatto da volano nell'evoluzione dell'enologia italiana in grande enologia internazionale di qualità. Il Chianti, sapido e dai tannini vellutati, è un'attenta miscela di Sangiovese, Canaiolo e Trebbiano Toscano: preziose le versione Classiche e Gran Riserva. Il Brunello di Montalcino, robusto, asciutto, caldo e persistente è da uvaggio Sangiovese al 100%. Gli altri DOCG di eccellenza assoluta sono il Vino Nobile di Montepulciano, rubino, etereo e persistente e la Vernacia di San Gimignano, paglierina, asciutta e penetrante. Negli ultimi anni, affianco alle storiche province a vocazione vinicola, grandi soddisfazioni sono venute dal grossetano col Morellino di Scansano e il Bianco di Pitigliano. Altri DOC d'eccellenza sono il Candia dei Monti Apuani, il Montecucco e i Montescudaio.
La sua origine romana, come farebbe ragionevolmente supporre la derivazione etimologica dal nome latino Coloniola, non è mai stata provata. Numerosi documenti notarili invece attestano l'esistenza di Colognole (o Colognoli come appare in tali documenti) fin dal Medioevo. La più antica citazione risale al 25 febbraio 1004, in un atto di vendita di beni posti nei suoi confini. Sempre da tali documenti risulta, nei pressi di tale località, la presenza di un castello oggi perduto; resta il toponimo "Castello" che identifica un sito al di sopra dell'attuale chiesa parrocchiale.
I promotori dell'incastellamento di Colognole furono i proprietari locali, una famiglia di milites detti Lambardi de Colognole, che ne rimasero in possesso fino alla metà del XIII secolo. Nel 1261 emerge, sempre da un atto di vendita, il passaggio di proprietà dai Lambardi a tale Giovanni del fu Falcone, ricco proprietario pisano, che oltre al castello acquisì anche il patronato delle due cappelle di san Pietro e sant'Andrea presso Colognole, incluse nel vicariato di San Lorenzo in Piazza. Anche di queste cappelle, ad oggi, si è persa ogni traccia. Nei secoli XIV e XV la proprietà del castello risulta della nobile famiglia dei Gualandi, oltre ad una vasta estensione di terreno. Ad essa succedette la famiglia patrizia dei Lante, duchi romani.
Come molti altri paesi delle colline pisane, Colognole seguì le sorti di Pisa, passando nel 1406 sotto il dominio fiorentino; Firenze lo assegnò alla Podesteria di Rosignano e poi al vicariato di Lari. Nel 1606 il granduca Ferdinando I lo scorporò da Lar e lo assegnò al Governatorato (Capitanato nuovo di Livorno della crescente città di Livorno), ma nel 1776, in seguito alla riforma granducale, Colognole finì nella Comunità di Fauglia. La chiesa intitolata ai Santi Pietro e Paolo divenne pieve nel 1688 ed è a croce latina con tre altari. La chiesa antica è fuori del borgo ed è usata come oratorio del cimitero. Nel 1808, con l'istituzione della mairie di Collesalvetti, il governo napoleonico lo assegnò a questo: da allora Colognole ha seguito le sorti di Collesalvetti, rimanendone una frazione fino ad oggi. Al "Casale di Loti" fu eretta dalla famiglia Gabbrielli, nel 1730, la cappella pubblica dei Santi Filippo e Francesco.
Di notevole interesse architettonico è l'Acquedotto Leopoldino, detto anche Acquedotto di Colognole. Originandosi dalle sorgenti di Colognole, con un percorso di diciotto chilometri raggiunge la città di Livorno, che dal 1816 al 1912 lo ha utilizzato come principale mezzo di rifornimento idrico. Il condotto, in pietra, attraversa le Parrane e si articola tra trafori ed arcate, in particolare in doppie arcate in località Botro Caldo e Rio Corbaia.
Nel tratto da Parrana a Nugola l'acquedotto attraversa le colline con trafori e gallerie (Bellavista, traforo del Fornello), per proseguire lungo la via delle Sorgenti e giungere al Cisternino di Pian di Rota a Livorno (inaugurato nel 1852), costruito per la depurazione e il deposito delle acque. Da qui le condotte proseguono sino al centro della città, per confluire quindi nel Cisternone (1829 - 1842).
La sua costruzione, caldeggiata da Pietro Leopoldo I d'Asburgo Lorena, fu decisa dal figlio Ferdinando III di Toscana alla fine del Settecento; i lavori iniziarono nel 1793, con la precedente approvazione del progetto dell'ingegner Giuseppe Salvetti, cui furono affidati i lavori.
Dopo una lunga interruzione dovuta alla morte del Salvetti e alle alterne vicende politiche del Granducato di Toscana, i lavori ripresero nel 1806 sotto la direzione dell'ingegner Zocchi, ma nel 1809 l'opera passò sotto la diretta gestione della comunità: il mairie di Livorno ne decise l'affidamento all'architetto comunale Pasquale Poccianti, che fu riconfermato alla sua costruzione dal granduca Leopoldo II, sotto il quale furono realizzati gli interventi più importanti.
Assume notevole interesse artistico, invece, l'organo della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, datato tra la fine del Cinquecento e la prima metà del XVII secolo. Nato in località sconosciuta per le feste di corte, fu poi modificato per il servizio liturgico, e nel 1809 fu acquistato dalla chiesa di Colognole, con il contributo dei parrocchiani. L'organo probabilmente proveniva da una delle tante alienazioni compiute nel periodo di dominazione napoleonica: si presume come più probabile provenienza originaria il Palazzo Granducale di Livorno.
L'organo ha 23 canne in stagno, con disposizione a cuspide centrale e tastiera composta da 41 tasti, particolari per i frontalini scavati nello spessore stesso del tasto, con un motivo trilobato tardo gotico di derivazione quattrocentesca; è munito di somiere in noce, registro e pedaliera.
La cassa superiore in gattice, contornata da simmetrici e sobri girali lignei dorati, è chiusa da una portella in doppia anta in legno, sormontata da un fastigio intagliato e dorato. All'interno della cartella del fastigio appare la scritta in lettere capitali: Laudate Dominum in cordis et organo; due orecchie intagliate e dorate ornano lateralmente le ante. Questi elementi decorativi sono ritenuti aggiunte del periodo rococò corrente nei primi anni dell'Ottocento.
Restaurato sul finire degli anni novanta del Novecento dal prof. Pier Paolo Donati, ha recuperato nelle sue caratteristiche strutturali e nella pienezza del suono forse il più antico esempio di organo positivo ottavino presente in Toscana.
Si tratta di una vallata che corrisponde all'alto corso del fiume Sieve nel tratto che scorre da nord-ovest verso sud-est, fino al punto in cui cambia direzione, assumendo un orientamento NE-SO ortogonale al precedente. Ubicato a sud dello spartiacque appenninico segnato dal Passo della Futa, dal Passo del Giogo di Scarperia, dal Passo della Colla di Casaglia e dal Passo del Muraglione, il Mugello è separato dalla valle dell'Arno e da Firenze dai crinali di Monte Giovi, Vetta le Croci, Monte Senario e delle Croci di Calenzano.
Oggi quindi si identifica il Mugello con la porzione del bacino idrografico del fiume Sieve a monte della confluenza con il fosso di San Godenzo (detto anche torrente Comano), nei pressi dell'abitato di Dicomano. Da questo punto fino alla confluenza con l'Arno a Pontassieve, il fiume scorre in quella che viene chiamata Val di Sieve.
Tuttavia l’esatta delimitazione geografica del Mugello è storicamente problematica, sia in rapporto alla contigua Val di Sieve, sia rispetto alle altre aree limitrofe, in particolare per le zone più montagnose. Vi è infatti una tendenza a identificare il Mugello con le zone di fondovalle del bacino, in cui sono situati i principali centri abitati.
È da segnalare inoltre la denominazione di Alto Mugello con cui da alcuni decenni si indicano quelle aree situate oltre il crinale appenninico, sul versante romagnolo, ma che ricadono amministrativamente nella Regione Toscana. Si tratta della conca di Firenzuola e di parte della cosiddetta Romagna toscana, cioè le zone dei comuni di Marradi e Palazzuolo sul Senio.
Il paesaggio del Mugello è caratterizzato da una ampia cintura di monti e colline che degradano fino all'area pianeggiante adiacente il corso della Sieve. È quest'ultima un'area molto antropizzata, ma sono numerosi e sparsi su tutto il territorio i centri abitati minori e i cascinali isolati.
Dagli anni novanta è diventato un tratto caratteristico del paesaggio mugellano il Lago di Bilancino, un invaso artificiale creato con lo scopo primario di regolare le portate della Sieve e garantire l'approvvigionamento idrico all'area fiorentina, ma sfruttato anche per fini turistici.
Il Mugello ricade interamente nella Provincia di Firenze e ne fanno tradizionalmente parte i comuni di Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, San Piero a Sieve, Scarperia, Vaglia e Vicchio.
Questi comuni hanno dato vita insieme con i comuni di Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio alla Comunità Montana del Mugello.
Le principali vie di comunicazione stradale, oltre all'A1 Autostrada del Sole che corre parallela al confine occidentale, sono le ex-Strade Statali 65 della Futa e 302 Brisighellese-Ravennate, che sono ora Regionali, la 67 Tosco-Romagnola e la 551 Traversa del Mugello (ora Strada Provinciale), che segue il fondovalle della Sieve.
Il Mugello è attraversato anche da una linea ferroviaria, la Faentina, che unisce Firenze a Faenza. Una derivazione di questa linea unisce Borgo San Lorenzo a Pontassieve lungo la valle della Sieve.
La zona è estesamente coltivata, oltre a olivi e viti vengono coltivati grano e foraggi. L'allevamento vede principalmente suini, ovini e bovini. Molto apprezzata è la produzione di prodotti tipici di nicchia e biologici.
Il Mugello è conosciuto per ospitare un autodromo internazionale, ove si disputa annualmente il Gran Premio d'Italia di motociclismo. Il circuito, di proprietà della Ferrari, è sede abituale di test e prove ed è utilizzato per le gare di numerosi campionati sia motociclistici che automobilistici.
E’ una storia che comincia quasi un secolo fa quella del Mugello. Il viaggio parte nel 1914, è una competizione di regolarità che viene subito dopo interrotta dalla guerra. Il primo periodo di grande notorietà è quello degli anni Venti quando a sfidarsi sui 66 polverosi chilometri che da Scarperia salivano fino a Firenzuola per poi tornare attraverso il passo della Futa a San Piero, di nuovo a Scarperia, erano i migliori conduttori di allora. Campari, Brilli Peri, Enzo Ferrari (vincitore nel 1921 della classe 4500 su Alfa Romeo), Antonio Ascari, Borzacchini, oltre, naturalmente, ad Emilio Materassi, idolo locale. Messa in ombra dal prestigio della Mille Miglia, il circuito rimase silenzioso dopo l'edizione del 1929, nonostante una ripresa, risultata poi effimera, nel 1955, su un percorso ridotto a poco più di 19 km. Fu la scomparsa delle Mille Miglia e la analoga rinascita della popolarità delle gare su strada negli anni '60, che convinse dirigenti appassionati come Pasquale Borracci ed Amos Pampaloni a riproporre la competizione sul tracciato classico dei 66 km, la prima della quali fu nel 1964, il 21 giugno, esattamente cinquanta anni dopo la disputa del ‘Circuito automobilistico toscano’ che , di fatto, sancisce la nascita del Mugello. Riedizioni che godettero di buon successo ma che contarono, a livello di risonanza, la rara presenza del marchio tricolore più prestigioso, quello del Cavallino, intervenuto in forma ufficiale solo alle prove dell'edizione del 1967. Era comunque destino che le storie del Mugello e della Ferrari dovessero incrociarsi ancora, ma sarebbe stato necessario attendere ancora vent'anni. Le sette edizioni svoltesi negli anni '60 richiamarono nelle verdi valli del Mugello centinaia di migliaia di spettatori, richiamati indubbiamente dalle performanti vetture Sport e Turismo in lotta per l'assoluto, ma che riservavano un posto speciale nel cuore e nel tifo più autentico ai piloti delle vetture più vicine alla serie come le piccole Abarth elaborate. Il percorso permetteva exploit di guida che alcuni piloti come Enrico Pinto, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Mauro Nesti, Arturo Merzario, seppero adeguatamente sfruttare per costituirsi una reputazione duratura e meritata.
Campione ideale dell'entusiasmo che il pubblico toscano riservava ai piloti più prodighi di "numeri" di guida nelle loro esibizioni, erano gli applausi a scena aperta che scattavano ad ogni passaggio della Fulvia "barchetta" inventata da Fiorio e Maglioli per consentire al "drago" Sandro Munari di dare lezioni di bravura sulle difficili strade dell' Appennino. Tra le ultime edizioni disputate - fra i partecipanti non vittoriosi ricordiamo Stommelen, Elford, Toivonen, Van Lennep - la più entusiasmante di quella del 1968 che vide prevalere l'Alfa Romeo di Luciano Bianchi, Galli e Nino Vaccarella al termine di una rimonta incredibile sulla Porsche del grande elvetico Jo Siffert e di Rico Steinemann, in un pomeriggio in cui la vettura italiana sembrava volasse, spinata da un tifo caldissimo. Come nella favola del brutto anatroccolo il protagonista, scacciato da tutti, diventa un ammiratissimo cigno, così dal Mugello stradale degli anni Venti, nasce un impianto destinato a rappresentare un passo in avanti nella concezione stessa di Autodromo dove dal concetto stesso di circuito si passa a quello di spazio sicuro ed efficiente dove è possibile trovare supporti tecnologici a manifestazioni diverse. Un centro, dunque, che ruota intorno all'automobile.
La storia continua….
L'Autodromo Internazionale del Mugello, progettato e realizzato con tutti gli accorgimenti scaturiti dall'esperienza agonistica, garantisce massima sicurezza sia per i piloti che per il pubblico. Ampie vie di fuga nei punti più impegnativi del tracciato: una strada di servizio per i mezzi di soccorso che possono liberamente muoversi per tutti e 5.245 metri del tracciato. Il Mugello, poi, ha dislivelli così specifici e così alti da risultare ideale per severi collaudi e test. Progettato negli anni '70 e poi profondamente rinnovato, il circuito - uno dei più suggestivi, moderni e sicuri del panorama internazionale – non ha subito alcun cambiamento nel tracciato, che rimane inalterato: fatto questo più unico che raro nel panorama internazionale. E' sede abituale di test e prove di F.1, delle case leader nel Mondiale MotoGP e del Mondiale Superbike, di case automobilistiche e motociclistiche nazionali ed internazionali. Ha ospitato la Formula 5.000 (che ha tenuto a battesimo l'impianto il 23 giugno 1974), la Formula 3.000, la Formula Due, il Fia-Gt e, unico impianto italiano, l'ITC: per quanto concerne le due ruote è sede del GP d'Italia. La pista si distende per oltre cinquemila metri nei boschi e nel verde delle colline toscane. Tutte le strutture di supporto sono state realizzate potendo contare su tecnologie costruttive all'avanguardia. Nella palazzina direzionale sono stati creati locali nuovi e polifunzionali, attrezzati di tutti i servizi.
Gli spettatori possono "partecipare" alle gare con grande intensità grazie alle numerose tribune naturali dislocate lungo l'intero anello della pista.Oltre 90 negozi delle grandi firme a mezz'ora da Firenze ospitati nel nuovo Designer Outlet di Barberino di Mugello, progettato come un vero e proprio borgo rinascimentale.
Il complesso del Barberino Designer Outlet si sviluppa, per oltre 25.000 m², sulle rive del fiume Sieve, riprendendo nel design l'architettura tipica di un borgo medievale delle zone rurali della Toscana.
Più di 110 negozi delle marche più importanti (Dolce&Gabbana, Diesel, Guess, Guru, Benetton, Calvin Klein e Gas, ad esempio), inseriti nel verdeggiante contesto della Valle della Sieve e circondati dall'arte e dalla cultura tipiche della regione, danno vita ad una cittadella commerciale dalle tinte rinascimentali, tra piazze, portici e palazzi in stile fiorentino Quattrocentesco.
Offerte e sconti dal 30% al 70% sui capi in eccedenza o fuori stagione sono proposti alla clientela in questo Outlet Village durante tutto il corso dell'anno, garantendo un risparmio notevole; gli affari non si limitano, tuttavia, al solo abbigliamento, ma anche a calzature, accessori, articoli per la casa e per lo sport, e molto altro.
Passeggiando lungo le rive del fiume, sugli eleganti ponti che lo attraversano o sui viali pedonali, potete dedicarvi al vostro shopping in grande stile ed assoluto relax, cercando in tutta calma l'occasione giusta che, grazie alla convenienza ed alla qualità tipiche del gruppo McArthurGlen, fortunatamente non manca mai.
Lontano dalla frenesia che spesso contraddistingue il periodo dei saldi, il Barberino Designer Outlet permette di fare acquisti in tranquillità e di distrarsi con gli eventi organizzati, gustando, magari, qualche piatto tipico della cucina toscana.
Il Barberino Designer Outlet, situato nella zona del Mugello, dista circa mezz'ora da Firenze e poco meno di un'ora da Bologna:
Via Meucci 50031 - Barberino del Mugello (FI) Tel. 055 - 842161
ORARI DI APERTURA: Dal Martedì al Venerdì: 10.00-20.00 Sabato e Domenica: 10.00-21.00 Lunedì: Chiuso a febbraio, marzo, aprile, maggio, ottobre e novembre. Aperto dalle 14.00 alle 20.00 a gennaio, giugno, luglio, agosto, settembre e dicembre. Chiuso a Natale e Santo Stefano, il 1° gennaio, a Pasqua, il 1° maggio e a Ferragosto.
Barberino Designer Outlet offre una ampia gamma di servizi tra cui:
Distante soltanto una trentina di kilometri da Colognole e raggiungibile in tre quarti d’ora d’automobile troviamo Firenze, capitale d'Italia (1865-1871) dopo l'unificazione dell'Italia, è stata nel Medioevo un importante centro culturale, commerciale, economico e finanziario, ricoprendo nell'età moderna il ruolo di capitale del Granducato di Toscana sotto il dominio delle famiglie dei Medici e dei Lorena.
Importante centro universitario, è considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed è universalmente riconosciuta come una delle culle dell'arte e dell'architettura, nonché rinomata come una delle più belle città del pianeta. Infatti, grazie ai suoi numerosi monumenti e musei - tra i quali il Duomo, Santa Croce, gli Uffizi, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria e Palazzo Pitti - è una delle più belle ed importanti mete turistiche d'Italia e del mondo.
Firenze è universalmente riconosciuta come città dell'Arte, con un inestimabile patrimonio di architetture, dipinti, sculture, memorie storiche e scientifiche, che formano il tessuto cittadino, come in un pulsante museo diffuso.
Il cuore di Firenze è piazza della Signoria, col maestoso Palazzo Vecchio, con la galleria di capolavori scultorei nella Loggia dei Lanzi e la vicina Galleria degli Uffizi, uno dei musei d'arte più rinomati al mondo. Poco lontano si trova il centro religioso della cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la maestosa cupola (la più grande mai costruita) che, ai tempi del Granducato, si diceva che con la sua ombra arrivasse a coprire tutta la Toscana; l'enorme Duomo è magnificamente corredato dal Campanile di Giotto, uno dei più belli d'Italia, e dal Battistero di San Giovanni, con le celebri porte bronzee tra le quali spicca la dorata porta del Paradiso.
Il fiume Arno, che passa in mezzo alla città, occupa un posto nella storia fiorentina alla pari con la gente che ci vive. Storicamente, la popolazione locale ha una relazione di odio-amore con l'Arno, il quale ha portato alternativamente i vantaggi del commercio, e i disastri delle alluvioni. Tra i ponti che lo attraversano il Ponte Vecchio è unico al mondo, con le caratteristiche botteghe di gioiellieri nelle casette costruite su di esso. Attraversato dal nobile Corridoio vasariano, è l'unico ponte della città ad essere passato indenne attraverso la seconda guerra mondiale.
Oltre agli Uffizi, Firenze conta altri musei che sarebbero l'attrazione artistica principale di quasi ogni altra grande città del mondo: la Galleria dell'Accademia, il Bargello o la reggia di Palazzo Pitti con i suoi otto musei tra cui la Galleria Palatina. I fiorentini si vantano di possedere il migliore esempio di bellezza nell'arte sia femminile (la Venere del Botticelli) sia maschile (il David di Michelangelo).
Centro storico di Firenze
Patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'UNESCO nel 1982, il centro storico di Firenze, conchiuso all'interno della cerchia dei viali tracciati sulle vecchie mura medievali, raccoglie i più importanti beni culturali della città. Delimitato dal tracciato della cerchia muraria del XIV secolo, edificata grazie alla potenza commerciale ed economica raggiunta, conobbe nei due secoli successivi il suo massimo splendore.
Il centro storico può essere apprezzato nella sua interezza dalle colline d'intorno, in particolar modo dal Forte Belvedere, dal Piazzale Michelangelo con la Basilica romanica di San Miniato al Monte e dalla collina di Fiesole che offre uno dei panorami più suggestivi della vallata dell'Arno.
La riva sinistra dell'Arno, (l'Oltrarno) è una zona ricca di monumenti dove ancora oggi si respira, tra le sue secolari botteghe artigiane, l'atmosfera della Firenze di un tempo, descritta per esempio da Vasco Pratolini. Ma numerosi sono gli spunti letterari in tutta la città: dai quartieri delle case torri, dove le lapidi ricordano i versi che proprio questi luoghi ispirarono a Dante Alighieri, alla serenità delle ville medicee, dove spesso si riuniva l'accademia neoplatonica di Lorenzo il Magnifico, fino ai teatri alla Pergola e del Giardino di Boboli, dove vennero messi in scene per la prima volta i melodrammi che portarono all'opera lirica.
Firenze come "culla del Rinascimento" ha i suoi capolavori nelle opere di Filippo Brunelleschi (lo Spedale degli Innocenti, la chiesa di San Lorenzo e quella di Santo Spirito) e di Leon Battista Alberti (la facciata di Santa Maria Novella e Palazzo Rucellai), ma anche altri periodi artistici hanno lasciato i loro capolavori assoluti: dal romanico di San Miniato al Monte, al gotico di Santa Croce (dove si trovano le sepolture delle italiche glorie, come le definì Ugo Foscolo, pure lui ivi sepolto), alle stravaganze del Manierismo del Giambologna o di Bernardo Buontalenti (come la Fontana del Nettuno o il Giardino di Boboli), fino ai capolavori dei grandi architetti italiani del Novecento come la stazione di Santa Maria Novella e lo Stadio Artemio Franchi, rispettivamente di Giovanni Michelucci e Pier Luigi Nervi.
Il centro di Firenze con le sue centinaia di attività commerciali è un paradiso per lo shopping e lo svago, dalle eleganti boutique d'alta moda e i caffè storici da concerto ai vivaci mercati storici all'aperto, oltre che ad ospitare numerosissimi locali notturni, discoteche, american-bar, lounge-bar e luoghi d'incontro per l'aperitivo (il famoso cocktail Negroni è nato qui).
Pitti Immagine, organizza alcune tra le manifestazioni di moda più importanti del mondo: fiere internazionali del tessile-abbigliamento di qualità ed esposizioni, eventi di comunicazione e iniziative culturali e di ricerca riferiti al sistema-moda e alla moda come espressione estetica ed evoluzione globale del gusto.
Attorno all'evento durante Pitti Immagine vengono organizzate vernissage, gran gala, presentazioni, sfilate, eventi mondani e party esclusivi in tutta la città ed area metropolitana.La serie di eventi si tengono in varie location di Firenze.
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Vinitaly è soprattutto opportunità di business in una fiera che concentra in 5 giorni il più alto numero di contatti realizzabili in un intero anno, attraverso azioni mirate di matching diretto: il Buyers Club online, il GDO Buyers Club, i workshop e le degustazioni mirati ne sono un chiaro esempio.
In un'area di quasi 80 mila metri quadrati netti, espositori italiani e stranieri propongono la loro migliore produzione.